Agente raccomandatario marittimo, alias uno sconosciuto.

Probabilmente neanche gli addetti ai lavori, ovvero gli operatori portuali, conoscono esattamente l’importanza e la centralità di questa figura professionale. Il tarantino medio quasi certamente ne ignora persino l’esistenza.

E in una città che di mari ne conta ben due e che su questa preziosa risorsa fonda gran parte della sua economia, questo è grave, lascia a dir poco perplessi.
Così cominciamo a mettere in chiaro che il Porto è la seconda, quando non la prima, casa dell’agente raccomandatario e che il porto rappresenta la seconda economia cittadina, dopo il comparto industriale, e fino al qualche anno fa  era il terzo scalo commerciale italiano per movimentazione merci (il dato attuale è irrilevabile tenuto conto dei lavori in corso al molo polisettoriale e del rinnovo in corso delle concessioni dopo il forfait di Evergreen).

Pertanto, a Taranto non è concesso essere all’oscuro di cosa faccia un agente raccomandatario marittimo. Ed insisto su questo punto perché, in tanti decenni di professione, mi sono reso conto che la maggior parte dei tarantini non solo non lo sa ma non sembra neppure interessata ad informarsi.
Diciamo subito che l’agente marittimo svolge un ruolo primario, fondamentale e strategico nel Porto ed è il punto di riferimento della nave a terra, costituisce il tramite, il collante tra nave e terra. La professione è regolamentata dalla legge 135 del 1977 e dagli articoli 287-288-289-290 e 291 del codice della navigazione.

Per ottenere la patente di raccomandatario marittimo bisogna sostenere e superare un esame presso la Camera di Commercio, avendo almeno un diploma di scuola superiore, davanti ad una commissione composta da un magistrato che la presiede, un docente di diritto, uno di lingua inglese, il comandante della Capitaneria di Porto, un rappresentante della Camera di Commercio, due rappresentanti degli armatori, due raccomandatari marittimi e due rappresentanti sindacali.
Il suo operato si basa principalmente su un rapporto fiduciario tra il proponente (armatore o noleggiatore) e l’agente, cioè il raccomandatario marittimo. Non si realizza, pertanto, attraverso un mero appalto o commissione. Questo è tanto più vero nell’evoluzione dei moderni traffici marittimi, in cui le esigenze dell’unità nave sono più complesse, dettagliate ed esigenti. Sul raccomandatario infatti ricadono competenze economiche, tecniche, amministrative, giuridiche e fiscali, nonché l’assunzione di responsabilità civili e penali.

La peculiarità dell’agente raccomandatario è saper mediare tra l’interesse pubblico e l’interesse privato, senza danneggiare nessuna delle parti, ma favorendo chiaramente la migliore utilizzazione del vettore ai fini dell’incremento dell’attività commerciale.

Ed ora entriamo nello specifico. Il primo referente dell’agente marittimo è il comandante della nave. La mission è assistere il comandante, e quindi tutta l’unità che rappresenta, nei confronti delle autorità e dei terzi. Ciò comporta svolgere attività di ricezione e consegna merci, operazioni di imbarco e sbarco di personale marittimo e passeggeri, acquisizioni di noli, conclusione di contratti di trasporto per merci e passeggeri con rilascio della relativa documentazione (es. polizze di carico che, spesso, valgono diversi milioni di euro).

Una mole di compiti che richiede una conditio sine qua non: il raccomandatario non soffre di sonnanbulismo quotidiano, non guarda l’orologio, non si cura se sia giorno o notte, se sia Pasqua o ferragosto. Sono all’ordine del giorno, infatti, ogni genere di imprevisti. Qualunque piano può essere smentito da fatti contingenti come condizioni meteo avverse, incidenti di navigazione, sospensioni di lavoro per svariate ragioni. Locuzioni tipo “poi vediamo, forse, se ne parla domani” non possono, quindi, rientrare nel vocabolario di un vero professionista del porto. Del suo dna, invece, devono far parte abnegazione, spirito di prontezza ed una buona dose di fantasia. Requisito indispensabile, infatti, è la capacità di superare qualsiasi problema pratico o burocratico, sempre nel massimo rispetto della trasparenza e della legalità.

Quasi pleonastico ricordare che è richiesta la conoscenza di ogni tipo di nave, delle procedure di entrata ed uscita dal porto, dei rapporti con le autorità (principalmente Capitaneria ed Autorità portuale), del codice e del diritto della navigazione, avere una buona cultura generale, conoscenza della lingua inglese (passpartout per comunicare con gente di ogni nazionalità), dell’informatica.

A fronte di tutto ciò, sarebbe utile se il raccomandatario fosse anche il titolare dell’agenzia marittima, con ultradecennale e comprovata esperienza e risorse finanziarie adeguate, personale altamente competente e qualificato nonché validamente organizzato, con dotazione tecnica e tecnologica all’avanguardia.

Prezioso il rapporto con gli armatori. Anni addietro il dottor D’Amico, armatore appunto ed ex presidente della Confitarma, durante un convegno a Roma ebbe a dire che “le aziende armatoriali devono buona parte del loro successo agli agenti marittimi che, non soltanto sono un’emanazione dell’attività armatoriale, ma contribuiscono in modo determinante a riflettere sulla clientela l’immagine degli armatori che rappresentano”.

A maggior ragione va evidenziata l’opportunità, anzi la stringente necessità, di coinvolgere questa figura professionale nelle scelte programmatiche che investono il Porto, essendone una colonna portante, cosa che purtroppo quasi mai avviene. D’altro canto, l’agente marittimo non dovrebbe mai mettersi in condizione di palese conflitto d’interesse, ad esempio titolare di un’agenzia e presidente di un’autorità portuale.

Infine, uno sguardo alle cifre. La Federazione nazionale agenti marittimi, aderente a Confcommercio, è l’unica organizzazione imprenditoriale del settore marittimo-portuale presente in tutti i 144 porti. Raggruppa 22 associazioni federate cui aderiscono 600 aziende con 8mila addetti. Gli agenti marittimi italiani gestiscono ogni anno 10 milioni di containers per un valore di circa 150 miliardi di euro.

Dunque, una professione importante che andrebbe meglio conosciuta e tutelata, specie a livello locale, e ricercata anche in previsione di una nuova classe di giovani raccomandatari da formare perché siano pronti a cogliere le sfide sempre più competitive dei mercati emergenti, dal Nord Africa al Medio-Oriente.

Valentino Gennarini
Agente   Marittimo

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